La guerra rimane una realtà quotidiana per ancora troppe persone purtroppo. Ho voluto riagganciarmi a una celebre poesia di Gianni Rodari Promemoria, che ricorda come la guerra sia una cosa “da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare né per terra […]”.
Se il conflitto è parte integrante dell’esistenza e un’occasione di confronto e ricerca di mediazione con l’altr*, la guerra, come forma di prevaricazione e soppressione attraverso l’uso della violenza, ci allontana dalla nostra parte più umana, ci ricorda quanto crudele e torbida può essere la nostra natura.
Come spiegare tutto ciò a un bambin*? Servono gli strumenti adeguati, tarati in base all’età e alla loro capacità d’elaborazione. Perché evitando l’argomento si rischia di trasformarlo in un tabù.
Vi propongo una piccola selezione di libri illustrati (più un saggio) per affrontare l’argomento insieme a loro.
Akim corre, Claude K. Dubois, Babalibri, 2014

La storia del piccolo Akim è ambientata in Russia, nel Daghestan, in un paesino in cui d’un tratto scoppia la guerra e costringe il piccolo Akim a un fuga forsennata, abbandonando la sua famiglia e tutto ciò che conosceva. L’albo è realizzato in collaborazione con Amnesty International e accompagna la riflessione sulla condizione di profugo e rifugiato, di tutti coloro che cercano un futuro migliore lontano dalle lacerazioni della guerra.
Migranti, Issa Watanabe, Logos Edizioni, 2020

Un silent book che colpisce dritto in pancia per le sue immagini eloquenti, mostrando la sofferenza del gruppo di animali protagonisti (seguiti in ogni loro passo dalla presenza incombente e silenziosa della morte) costretti a emigrare e abbandonare la propria casa per salire su una barca troppo precaria. Disposti a rischiare pur di non rassegnarsi a un domani senza speranza.
Il nemico, Una storia contro la guerra, Davide Calì, Serge Bloch, Terre di mezzo, 2013

Due soldati in trincea combattono un nemico invisibile. L’unico spiraglio sul mondo è il buco, l’unico obbiettivo eliminare l’altro, irrimediabilmente cattivissimo, che l’hanno istruito a odiare e temere.
Quando termina questa guerra? Spinto dalla stanchezza e dal desiderio di tornare a casa una notte il soldato decide di uscire dal suo nascondiglio e sorprendere il suo avversario. Cosa succederebbe se scoprissero di non essere poi così diversi l’uno dall’altro?
Lo sguardo oltre il confine, Francesca Mannocchi, DeAgostini, 2022.

Il saggio di Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice che si occupa di luoghi attraversati da conflitti e fenomeni migratori, si sofferma su sei diverse zone teatro di scontri e contese tra diversi gruppi etnici e religiosi: Libano, Afghanistan, Ucraina, Libia, Iraq e Siria.
Ogni capitolo parte inizialmente dalla geografia così da offrire anche un contesto d’ancoraggio ai fatti storici narrati per poter meglio spiegare gli avvicendamenti attuali. Troviamo ad esempio citate l’ondata di proteste delle primavere arabe, cominciate nel 2010, la prima e la seconda Guerra del Golfo (1990 e 2003) o ancora la nascita del califfato proclamato dall’Isis o le rivolte scoppiate nella zona del Donbass nel 2014.
Mannocchi dota ogni sezione di una sua cronologia e di un glossario, oltre che di una piccola mappa per una consultazione più agevole.
L’autrice però incrocia le informazioni della Storia con le storie individuali delle persone che devono convivere quotidianamente con le barbarie, le paure e le disillusioni di un futuro migliore. Come Mirna, una donna di Beirut che mentre andava in farmacia col figlio è stata travolta dalla violenta esplosione avvenuta nel porto; o Alina, una giovane giornalista ucraina che decide di rimanere nel suo paese dopo l’invasione della Russia.
Di certo un libro non potrà rispondere ai tanti interrogativi che la guerra, fin dai tempi più remoti della storia dell’umanità, porta con sé. Spero, anzi, che il dibattito e le riflessioni su questo tema possano alimentarsi, come stimolo a un miglioramento collettivo, a un futuro degno di essere vissuto per tutt*.
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