Tutte le persone grandi sono state persone piccole un tempo. Che cos’è un bambino, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2008, vuole provare a rispondere all’interrogativo che si e ci pone.
Un bambinǝ non è un adulto in miniatura ma una persona con un corpo che cresce e cambia, alcunǝ vogliono rimanere piccolǝ per sempre, mentre altrǝ hanno fretta di diventare grandi.

Lo sguardo di Alemagna si sofferma sui desideri e sulle particolarità del mondo infantile, dando spazio anche alle specificità degli adulti: lǝ bambinǝ vogliono scarpe luccicanti mentre i grandi vogliono lavarsi tutti i giorni; chi è piccolǝ non vuole dormire al buio mentre gli adulti mascherano quello che provano talmente bene che sembra non piangano quasi mai.
Lǝ bimbǝ sono come delle spugne iper-assorbenti, lo scambio è diretto e senza filtri, l’esempio lo dai con i gesti più che con le parole; se sarai disposto ad ascoltare scoprirai tante cose che magari ignoravi.

Un giorno cresceranno, chissà se ricorderanno che uno dei pochi modi per rimanere seduti dopo i compiti era riempire fogli (o lavagne) d’interminabili partite a tris, o che facevano disegni apocalittici con auto che esplodevano e persone che somigliavano a formiche, o ancora che erano molto abili a piegare barchette di carta. Chissà cosa ricorderanno di quella recita d’autunno, della loro frase da imparare a memoria sulle foglie secche e ingiallite.

Magari grazie a una fotografia qualcuno potrà raccontare loro di quel Natale in cui assonnati avevano aperto i regali nel loro pigiamino rosso.

Abitare un mondo per unǝ bimbǝ significa avere bisogno di piccoli oggetti ma non di certo possedere idee insignificanti.
Domani si preoccuperanno per cose sostanzialmente diverse ma ora servono “occhi gentili”, e magari una storia coinvolgente, per addormentarsi tranquilli, insieme ad una luce sul comodino accanto al letto.

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